Tema 2018

CARTASIA 2018 | IX EDIZIONE
BIENNALE INTERNAZIONALE DELLA CARTA

Luglio - Settembre 2018 | Lucca. Italia




 

TEMA: Caos & Silenzio

 Oggi, un eccesso di stimoli, notizie, nozioni positive o negative, pone gli esseri umani in uno stato di sovrainformazione paralizzante, in cui ogni input viene percepito come uguale agli altri: nella enorme quantità di sollecitazioni a cui siamo sottoposti, appare difficile comprendere le qualità di ogni stimolo. La lettura del mondo diviene confusa e indecifrabile. La ricerca del silenzio, della chiarezza, della pace, appaiono come necessità vitali all’uomo e alla società contemporanea, in risposta a questo sviluppo caotico.

 D’altra parte il silenzio può essere sinonimo di isolamento, disconnessione, indisponibilità al confronto. Ecco che il continuo movimento, lo sviluppo dinamico e costante, le relazioni tra singole menti, rendono il caos una grande possibilità creativa; segno di un corpo estremamente vivo, reattivo, multiforme, interconnesso, come è quello della società odierna. La Biennale Cartasia invita gli artisti a creare, attraverso il loro punto di vista.  

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 E' vero che spesso siamo assordati da un'onda di rumore televisivo, web, cartaceo, passaparola.  Questa onda si espande, esce dagli schermi ed entra nei colloqui, a cena, a pranzo, nelle ore più impensate. Diventa straordinariamente comune dissertare per ore di un omicidio, di un attentato, come di una partita di calcio, un premio oscar, emettendo, ripetendo, amplificando, concetti, idee, immagini. Si può vivere di questo, in una sistematica trasformazione del cervello a una spugna che assorbe niente e rende niente. Un niente che però ha un volume, una massa, che occupa spazi. E così, sommersi come siamo, nuotanti nelle parole, nei luoghi comuni, nei dogmi sociali, natanti del nulla, galleggiamo verso una deriva, sommersi dal troppo tutto. Talmente alto è il volume e grande la massa informativa che il rumore appiattisce ogni cosa, distinguere i confini e l'importanza delle cose appare - anche se si volesse compiere questo sforzo - sovrumano. Bisognerebbe andare alla ricerca delle fonti, informarsi. Ma anche questo non garantirebbe certezze. Persino le fonti potrebbero essere svianti, false, inadeguate.

 Quindi l'unica soluzione appare astenersi. Stufi, stanchi, avviliti dal troppo, si buttano i remi in barca, in cerca di pace, di silenzio. Prima o poi i tempi miglioreranno, il troppo tutto diminuirà, riapparirà un orizzonte definito, una prospettiva - qualcosa - a dettare la rotta. Eppure, a ben guardarsi dietro, il mare si è fatto torbido da parecchio tempo, e a voler gettare uno sguardo oltre, appaiono solo altre informazioni, altre tempeste, un futuro fatto in misura crescente di caos.

Eppure. Eppure il progresso c'è, pulsante, onnipresente. Il caos crea vita, senza regole, anarchica, difficilmente incasellabile, catalogabile, ma non si può negare che sia vita. Crediamo che il compito dell'artista sia di non morire mentalmente, cercare di fotografare questa contemporaneità; nel Troppo Tutto non ritirare i remi in barca cedendo all'inerzia, ma prendere un rischio, fare il granello del deserto controvento, fare questo sforzo. Urlare. Credere alle rivoluzioni, farle ovunque, alzare la testa.

 

Direttore generale |  Cartasia, Biennale della Carta

Emiliano Galigani

 

Ultima modifica ilSabato, 22 Aprile 2017 17:38
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